11 aprile 2025 – La scuola IC Biagio Siciliano De Gasperi di Capaci incontra Giovanni Impastato: un momento di memoria e impegno per la legalità
L’11 aprile 2025 è stata una giornata speciale per l’Istituto Comprensivo Biagio Siciliano De Gasperi di Capaci. Nell’ambito del Progetto di Legalità, la scuola ha avuto l’onore di accogliere Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, simbolo della lotta alla mafia e voce libera soffocata troppo presto dalla criminalità organizzata.
L’incontro, voluto dalla dirigente scolastica, professoressa Maria Ausilia Lupo è stato coordinato dalle Insegnanti Elena Milone , Mariella Santangelo , che portano avanti attività e iniziative volte a sensibilizzare gli studenti su temi fondamentali come la giustizia, la memoria e la cittadinanza attiva.
«Abbiamo il dovere di offrire ai nostri studenti occasioni autentiche di riflessione e testimonianza – ha dichiarato la dirigente –. La presenza di Giovanni Impastato oggi è un’opportunità per far comprendere ai ragazzi il valore della memoria attiva e dell’impegno civile.»
L’iniziativa si è svolta alla presenza di studenti, docenti , in un clima di profonda attenzione e partecipazione. Giovanni Impastato ha raccontato con passione e lucidità la storia del fratello Peppino: il coraggio di ribellarsi al sistema mafioso, la sua battaglia fatta di parole, denunce e impegno civile, portata avanti attraverso la sua radio, Radio Aut, e conclusasi tragicamente il 9 maggio 1978, giorno in cui Peppino fu brutalmente assassinato.
Attraverso le parole di Giovanni, gli studenti hanno potuto toccare con mano il valore della memoria e dell’impegno quotidiano per la giustizia e la verità. Il suo intervento non è stato solo un racconto del passato, ma un invito concreto ai giovani a non voltarsi mai dall’altra parte, a essere cittadini consapevoli, a credere nella forza delle idee e della cultura contro ogni forma di sopraffazione.
«Fare memoria significa impegnarsi ogni giorno», ha detto Giovanni rivolgendosi ai ragazzi, lasciando un messaggio potente e chiaro: la lotta alla mafia parte dai banchi di scuola, dai gesti quotidiani, dall’educazione e dalla responsabilità.
La giornata si è conclusa con un applauso lungo e sentito, un segno di gratitudine e speranza. Perché ricordare Peppino Impastato, oggi, vuol dire scegliere da che parte stare.
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